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Trovò un lavoretto a un hotel in stazione
Aiutava aiutanti ad aiutar le persone
Accoglieva pascià con divisa e coi guanti
Faceva volare i tappeti volanti
Asciugava il sudore ai clienti sudati
Sognava di sogni da altri sognati

Dentro a quel posto non riusciva più a stare
Prese a insegnare a studenti a studiare
In breve ebbe contro un po’ tutta la scuola
Perché contestava che l’asino vola
Così in un ufficio di agenzie comunali
Si prodigò nel cambiare cambiali

Assunto alla banca stupì tutti quanti
Per come sapeva contare i contanti
Meravigliava i colleghi e le masse
Per come applicava i tassi alle tasse
Finì quando i soldi non furon finiti
Fu messo a bandire concorsi a banditi

Si rivide bambino: ‘La solfa è la stessa
Metter candele per fare la messa’.
O quando ragazzo coi commilitoni
Piantava piantine vicino ai piantoni
Cominciò a sostenere che dentro uno Stato
Bisognava rubare a chi aveva rubato

Un giorno allo specchio si disse ‘io penso’
Che questi lavori non abbiano senso
Il giorno seguente salì su una gru
E da quel giorno non lavorò più

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— Carmelo Albanese