"Se ti viene chiesto qualcosa e puoi farla, falla volentieri. Sappi dire di no quando non è possibile.
Fatti avvolgere delicatamente dai tuoi progetti ogni giorno e assicurati di saperli abbandonare ogni notte. Non farli mai diventare più grandi del respiro, o dell’aria sulla pelle.
Rispetta il riposo come la più grande cura per tutto ciò che sembra non funzionare oggi.
Dopo il riposo ogni cosa funzionerà meglio, come per magia.
Incontra il cielo, il mare e i monti, almeno una volta in più dell’ingiustizia, durante i giorni che seguiranno questo. Restituisci carezze a chi te ne ha date e fanne di nuove ogni giorno. Non perché ti vengano restituite, ma per mostrare a te e agli altri che esiste questa possibilità.
Guarda con distacco e superiorità solo l’ingiustizia. Con amore tutto il resto. Fatti trovare forte, semmai lo sconforto venisse a farti visita. Lotta pure, ma con una chiara visione del piacere, del bene. Non c’è lotta che abbia senso se dominata dalla rabbia. La rabbia non è un punto di partenza, né un punto di arrivo. E’ l’inganno più grande. Con lei non vai da nessuna parte.
Prova ad avere rispetto per chi ti è vicino e fatica con te e per te, come anche di chi è lontanissimo da te, ma senza troppi clamori permette la tua vita. Il sole per esempio.
Vedi in ogni cambio di stagione una metafora del cambiamento per i momenti della tua vita in cui desideri cambiare. Prendi esempio dalla pioggia che cade, o dal vento che passa.
Non stringere mai una mano per convenzione, perché la mano che stringi nasconde il mistero di una vita che si rende disponibile a te.
Cerca sempre il contatto con gli altri e con te stessa. Stupisciti e conosci ogni cosa che fa parte di te o che ti circonda. Con pazienza coltiva la libertà, che è la condizione essenziale per conoscere davvero. E’ lungo il cammino, ma non sempre faticoso. Il più delle volte neanche te ne accorgerai e passerà con piacere. Insegui e raggiungi la semplicità attraverso la consapevolezza.
Cerca sempre di colmare con il sapere l’ignoto, ma fermati con delicatezza di fronte alla porta del mistero. Se quella porta non c’è inventane una. In questo modo lascerai sempre a te stessa un luogo dove si cammina in punta di piedi, dove è inutile correre, dove è grottesco avere andature decise o passi militari. Avrai così sempre una misura della differenza.
Ogni volta che tutte queste cose e chissà quante altre ancora, ti sembreranno troppo faticose e ti sembrerà di non avere il tempo per farle, rammenta a te stessa che non devi fare niente altro che questo. E’ il motivo per il quale ci sei. Essere libera e viva. Trovare la tua via. Un esercizio che per fortuna non può mai dirsi compiuto e dura tutta la vita. Ne costituisce il senso."

— Carmelo Albanese